venerdì 26 luglio 2013

Acciaio

Tempo fa avevo comprato una striscia di acciaio, per provare a cimentarmi con questo metallo.
Compro il metallo dove lo vendono ai lattonieri, ogni volta devo convincere il negoziante che, dal momento che non devo costruire grondaie, una lastra di 2 x 3 m per me è veramente troppo.
Con l'acciaio sono più fortunata, mi vendono le strisce che rimangono quando lo tagliano a lastre. Così sono tornata a casa con una striscia di 1,5 m x 15 cm.
All'inizio l'ho guardata per qualche giorno senza sapere come affrontarla; siamo abituati a vedere l'acciaio lavorato in manienra precisa, con rifiniture nette che possiamo definire "industriali".
Io invece ho deciso di trattarlo come un metallo qualsiasi, con una lavorazione dal sapore etnico, aggiungendo del colore che contrastasse con la naturale  freddezza di questo metallo.
Sono ancora in fase di sperimentazione, questo è il primo esperimento.



Quello che mi piace è la leggerezza dell'insieme.
Un modo diverso di vedere l'acciaio.
Leggero come le ali di un insetto ma duro come... come... come l'acciao! :)

 

martedì 23 luglio 2013

...colore ed estate.

Non tutte le foglie sono rosse in autunno. Ci sono foglie coloratissime in estate, ci sono fiori che ci accompagnano con colori e profumi per tutto il periodo estivo.
Spesso si tratta di piante che non sono mediterranee, le coltiviamo nei nostri giardini per godere dei loro colori. E siamo talmente abituati a vederle, che fanno romai parte del nostro immaginario comune.


Vite canadese

Passeggiando in giardino (non apiedi nudi, non sono l'unica che passeggia indisturbata in giardino... e gli "altri" ci lasciano simpatici ricordini) sono letterlamente bombardata dai colori.
Il fusto della Kentia, per esempio (la Kentia viene dall'altro capo del mondo, dall'isoloa di Lor Howe da cui il genere prende il nome: Howea).






Le Petunie che dondolano affacciandosi sul terrazzo del vicino (la petunia del vicino è sempre più rosa).





L'Aloe ferox. Non si sa mai, metti che un giorno abbia voglia di preparare un decotto.



Ci sono anche "tracce" della mia presenza: scacciapensieri. Ce ne sono almeno tre, in giardino.






Insomma, non c'è da studirsi se i miei pendenti (fratelli ovali/goccia dei miei pendenti "Squares") rubino i colori del mio giardino.



Giada rossa e agate


Agata rossa, smalto color avorio, agate e ambra


Calcite e agate





lunedì 8 luglio 2013

Tursiopi

...non so se avete presente la voglia di mare.
Certo, è vero, sono fortunata: il mare ce l'ho sotto casa...ma io lo volevo DENTRO casa!
Che dire? Mi sono attrezzata!



 E mentre loro giocano con la palla, io continuo a martellare indisturbata.




Per ottenere l'effetto "luce filtrata dall'acqua" sulla "pelle" dei miei delfini, ho patinato il rame dentro un barattolone, scegliendo tempi diversi per ognuno dei due delfini, in modo che ognuno dei due avesse diverse sfumature e tonalità di blu-verde.
La palla è di corallo... che altro avrei potuto scegliere?


lunedì 1 luglio 2013

Ti amo, nonostante tutto.

Tempi duri, per gli amanti.
Tempi in cui niente sembra essere puro, niente sembra essere concreto, niente è stabile.
In questi tempi così precari, il punto di forza di chi sopravvive, è conservare se stessi e la propria integrità. Conservarsi puri, ma essere forti. Essere luminosi, ma sapersi abbandonare all'abbraccio di chi si ama.
Per questo motivo, questo anello,  con la drusa di quarzo grezza dal candore brillante e l'abbraccio (tentacolare, in effetti) dell'argento, mi sembrano una metafora dei rapporti umani... quelli in cui "ti amo, nonostante tutto."


Argento 925, drusa grezza di quarzo.

lunedì 18 marzo 2013

'60s

...non è un mistero che io ami gli anni 60/70... forse per l'atmosfera, forse per i colori, soprattutto per la musica.
Pare che la strepitosa moda di quegli anni stia tornando; personalmente non vedo l'ora di rivedere negli scaffali pantaloni e jeans a zampa di elefante, casaccone ipercolorate, stivali di colori improponibili e le mie adorate zeppe. Ditemi che sono poco sensuali, ditemi che sono poco eleganti...non mi interessa, le adoro!

Ho deciso di dedicare qualche pezzo a quel ventennio adorato, chiamando ogni pezzo col titolo di una canzone che mi ha ispirato.





Finalmente, grazie al mio adorato archetto da traforo, posso trwasferire i miei disegni sulla lamina di metallo!
Da quando ce l'ho per le mani, è un continuo traforare, segare...



In questo caso è stata l'incisione acida a consentirmi di disegnare sul metallo...

 (In the Court of the Crimson King, che contiene "Moonchild", uscì nell'ottobre del 1969 e fu il primo album dei King Crimson. L'album fu un successo: persino Pete Townshend,  chitarrista degli Who, lo definì "un capolavoro assoluto".)






Qualche volta, oltre all'incisione chimica, aggiungo un tocco di colore. Giusto qualche linea...




A volte mi basta la sola patina.




 

lunedì 11 marzo 2013

Onda, su onda...

...in effetti la mia vita è caratterizzata da ONDE.
Vivo in riva al mare, ho studiato il mare, abbraccio onde sonore, colgo lunghezze d'onda... il mio stesso umore, mi dicono, oscilla come in balìa delle onde.
Anche il metallo diventa attraversato da onde, da creste e valli che si ripetono rincorrendosi sulla sua superficie... stanno lì a raccogliere la luce per restituirci le ombre, stanno immobili ma in perpetuo movimento.
 

Aquiloni


A volte si prestano ad essere cosparse di colore, delle altre volte si lasciano patinare.

Waves


Tutte le volte, comunque, mi assecondano nei miei sforzi per descrivere uno spazio e tracciare un'immagine.

Tatlin's Towers


domenica 10 marzo 2013

Riflessioni post 8 marzo.

...non c'è molto da dire su cosa significhi essere donna.
O meglio: ci sarebbe moltissimo da dire, ma è talmente tanto che potrebbe essere preferibile dare l'esempio piuttosto che parlare. Forse anche per pigrizia.
Oppure, se si decide di parlare bisogna scegliere per bene le parole, perchè le parole sono importanti e troppo spesso vengono usate male.
Essere una donna in questo mondo dominato dalla velocità e dall'apparenza, significa misurarsi ogni giorno con situazioni al limite del paradosso: per un verso si parla di emancipazione, di diritti, di uguaglianza, di amore; per un altro verso invece la tendenza è troppo spesso quella di cancellare tutte le peculiarità e le sfumature che rendono DIVERSE le donne. C'è la tendenza all'omologazione anche in questo, nel modo di vivere la sessualità e la socialità. Ci dicono che la società spinge all'individualismo, al relativismo. Non è vero. A parer mio la società spinge verso l'omologazione e l'appiattimeno su un modello di comodo, su un'interiorità spicciola e banale, su un livello "base" sul quale adagiarsi tanto con disinvoltura quanto con superficialità.
Le donne devono lottare contro violenze fisiche, sociali, psicologiche. Essere donna significa dovere subire sguardi compiaciuti che si aspettano di essere ricambiati con sguardi compiacenti.
Essere donna significa esserlo da sole o in una coppia.
Io ho sempre desiderato essere "la sua compagna", perchè ho sempre ritenuto offensivo essere "la sua donna". Fino a quando però non ho sentito pronbunciare la frase "la mia donna" nel modo giusto, e ne ho colto un senso nuovo. Quella è diventata una frase che lasciava sottintendere tutto quello che è l'universo di una donna e solo il suo, le cose che la rendono DIVERSA, le cose che la rendono speciale. Perchè voglio essere protetta per quello in cui sono più fragile, voglio essere accompagnata nei sentieri che non conosco. Voglio essere osservata perchè è anche bello esercitare un po' di vanità, voglio essere una complice, un soldato o una spia. E volgio fare lo stesso quando posso essere io, quella forte.
Perchè le donne, sempre, hanno una forza insospettabile. Una forza DIVERSA.